Quando cambiare lo spazzolino?

Dottoressa, ma ogni quanto tempo si deve cambiare lo spazzolino?

Come mi accorgo che lo spazzolino va sostituito?


Sono domande che molto spesso mi vengono poste dai miei pazienti ed a cui mi trovo a rispondere quotidianamente.

Cercherò di fare un po’ di chiarezza e di spiegarvi come capire subito quando cambiare il vostro spazzolino da denti.

Esistono in commercio tantissimi tipi di spazzolini ( con il manico dritto, curvo, con le setole più o meno lunghe, la testina di varie forme, ecc…) ma tutti sono accomunati dalla stessa funzione: aiutarci a pulire bene e mantenere in salute i nostri denti.
Proprio stamattina mi sono resa conto che il mio spazzolino aveva le setole tutte rovinate…e non puliva più bene i denti! Quindi era inutile spazzolarli.
Ma come accorgersi che è necessario? Per aiutarvi a capirlo ho fatto due foto: una allo spazzolino vecchio ed una a quello nuovo.
Eccole.


La differenza si nota tantissimo poiché le setole del vecchio spazzolino sono tutte aperte e quindi non sono efficaci.
Ora andate a prendere il vostro spazzolino…somiglia più alla prima o alla seconda foto?? Se è più simile alla prima, con le setole aperte, allora vi consiglio di cambiarlo, i vostri denti vi ringrazieranno.

Ultimo ma non meno importante da ricordare: come conservare lo spazzolino?

Pochi sanno che in bagno è utile conservare lo spazzolino con l’apposito copritestina per evitare che vapori e goccioline vadano a contaminarlo ma SEMPRE dopo averlo sciacquato sotto acqua corrente ed ASCIUGATO bene con un asciugamani pulito: questo eviterà ai batteri portati via dalla bocca di moltiplicarsi tra le setole grazie all’umidità residua.
Spero che questo mio articolo sia stato interessante e ricordatevi sempre di rivolgervi al vostro dentista o igienista di fiducia per farvi consigliare lo spazzolino più adatto alla vostra bocca.
E mi raccomando, cambiatelo almeno ogni tre mesi!

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Protesi mobili:nuove tecnologie,parla l’esperto!

Protesi mobili:nuove tecnologie,parla l’esperto!

Oggigiorno si parla spesso di protesi mobile come di una branca dell’odontoiatria antica: tutti ricordiamo i nostri nonni con dentiere metalliche messe sul comodino e molto spesso i nostri pazienti, avendo questo tipo di ricordo, rifiutano la protesi mobile.

Oggi parliamo con il nostro esperto, l’odontotecnico Vincenzo Lauciello, delle nuove tecnologie sul fronte protesi mobile

CIAO VINCENZO! GRAZIE PER ESSERTI PRESTATO PER QUESTA BREVE INTERVISTA.

Grazie  a voi, per avermi dato questa opportunità.

PARLIAMO DI PROTESI MOBILE  E NELLO SPECIFICO DI UN MATERIALE NUOVO: IL DEFLEX. MA DI COSA SI TRATTA??

Il deflex è l’ultima frontiera della protesi mobile; è un materiale unico al mondo totalmente biocompatibile: è composto da materiali del tutto naturali, poiché si tratta di un poliammide di natura organica, l’unica classificata 2A dal Ministero della Salute (materiale per lavori definitivi)

QUALI SONO I VANTAGGI DI QUESTO TIPO DI MATERIALE?

Le protesi mobili in deflex sono:

  • più leggere rispetto alle protesi tradizionali, quindi il paziente ha più comfort nell’indossarla;
  • è estetica: dite addio ai ganci visibili in metallo!!! La colorazione  traslucida naturale della protesi e dei ganci  le permette di adattarsi al colore naturale dei tessuti della gengiva e dei denti, rendendo l’estetica personalizzata per ogni singolo paziente;
  • è infrangibile: è un materiale resistentissimo, io stesso non ci credevo! Poi ho deciso di metterlo alla prova: ci sono salito sopra (non che sia un peso piuma!!)… ed è rimasta intatta!
  • è ipoallergenico: essendo un materiale biocompatibile, si può utilizzare su qualsiasi tipo di pazienti, anche quelli più sensibili ad alcuni tipi di materiali “plasticosi”.

COME VA PULITA E TENUTA QUESTO TIPO DI PROTESI?

La protesi  deflex va pulita 3 volte al giorno (dopo i pasti) con sapone liquido neutro e spazzolino a setole morbide e lunghe. Prima di spazzolare i denti naturali rimuovere la protesi.

Per una pulizia più approfondita, immergere la protesi Deflex una volta al giorno in una soluzione composta da 4 parti d’acqua e 1 parte di Amuchina per 15 minuti; poi sciacquare abbondantemente sotto acqua corrente.

Quando la protesi non è utilizzata (di solito la notte),  si consiglia  di immergerla in acqua e di evitare di lasciarla avvolta nella carta.

Non usare dentifricio o qualunque altro abrasivo, i quali potrebbero graffiare la superficie della protesi.

Ogni protesi mobile viene dotata di un tesserino che ne certifica la qualità e dove sono indicate nel dettaglio le manovre di igiene da seguire.

OGNI QUANTO TEMPO DEVE ESSERE CONTROLLATA?

Dopo un primo periodo di adattamento fisiologico alla protesi, bisogna vedere il paziente due volte l’anno (ogni sei mesi), così da poter tenere sotto controllo la salute di gengive e tessuti del cavo orale, nonché la corretta funzione della stessa.

GRAZIE VINCENZO PER LA TUA DISPONIBILITÀ E PROFESSIONALITÀ ALLA PROSSIMA INTERVISTA

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Sterilizzazione nello studio odontoiatrico:tutto quello che devi sapere!

Sterilizzazione nello studio odontoiatrico:tutto quello che devi sapere!

In questi giorni in giro per il web circola il servizio televisivo di Report sulle cliniche low-cost e sulle tecniche discutibili di sterilizzazione che queste tecniche utilizzano.

Qui il link del servizio :http://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Gli-sdentati-47a51fcf-b6c8-4305-b26d-898648a1b9f3.html

Quindi facciamo un po’ di chiarezza e vediamo cosa si intende per sterilizzazione e quali sono le linee guida che tutti gli studi odontoiatrici dovrebbero eseguire e nella fatti specie vi facciamo vedere cosa facciamo noi!

I Dispositivi Medici (DM) che vengono a diretto contatto con la pelle o le mucose i quali possono provocare sanguinamento o micro lesioni, dovranno essere sottoposti, dopo ogni utilizzo, a processo di sterilizzazione

Per sterilizzazione viene inteso qualsiasi processo, fisico o chimico, che porta alla distruzione

di tutte le forme di microrganismi viventi e altri agenti biologici.

E´ importante che sia presente in studio  una procedura scritta chiara e sintetica con protocolli operativi delle singole attività, la procedura deve essere rispettata ed eseguita da personale.
Ricordiamo che esiste una responsabilità giuridica nei confronti del danno presunto; in caso di controversia è necessario essere in grado di dimostrare, anche mediante procedure, che nel proprio studio vengono adottati tutti i sistemi idonei per una corretta sterilizzazione.

 

La procedura di sterilizzazione a vapore (autoclave) più consolidata in letteratura e che in ogni caso può differire a seconda delle singole realtà operative è la seguente.

  1. RACCOLTA/TRASPORTO :La raccolta dei dispositivi medici utilizzati deve avvenire in un contenitore rigido senza saldature con 2 manici laterali e griglia estraibile (cosiddetti contenitori di sicurezza).
  2. DECONTAMINAZIONE :Gli strumenti dopo il loro utilizzo non vanno manipolati per evitare il rischio di lesioni che aprono la strada all’ingresso di germi patogeni (es. HIV, virus dell‟epatite B e C), vanno immersi immediatamente in una soluzione contenente un agente chimico disinfettante al fine di decontaminarli.

    3.LAVAGGIO VASCA ULTRASUONI:
    Il lavaggio in vasca ad ultrasuoni è un trattamento di sostegno a quello manuale o a quello automatico ma non è sostitutivo. Gli strumenti vanno completamente immersi nella soluzione, aperti e/o smontati. Deve essere rispettata la concentrazione della soluzione, la temperatura dell’acqua, la frequenza degli ultrasuoni ed il tempo di contatto4.LAVAGGIO MANUALE: gli strumenti vanno spazzolati nella soluzione detergente o soluzionedetergente/disinfettante per rimuovere i residui organici che non sono stati eliminati dall’azione deldetergente. La spazzolatura deve avvenire con l‟utilizzo di apposite spazzole o scovolini ponendoattenzione alle zone critiche del dispositivo medico quali incastri, zigrinature e cavità.5.RISCIACQUO: Il risciacquo consta nel risciacquare il materiale con acqua corrente, questo per rimuovere i residui di detergente

          6.ASCIUGATURA: Dopo il risciacquo si provvede ad una accurata asciugatura del materiale che può essere eseguita con panni di carta o di tela che non rilasciano fibre.

7.CONFEZIONAMENTO: Il confezionamento è preliminare alla sterilizzazione e consiste nell’inserimento degli strumenti  una confezione .la confezione ha l’obiettivo di consentire la sterilizzazione, fornire protezione fisica, mantenere la sterilità fino all’impiego.

L’importante è che si controlli la corretta saldatura della busta. Prima di introdurre la confezione nell’autoclave deve essere apposta etichetta o nastro con i dati della rintracciabilità o tali dati possono essere scritti a mano ,con un pennarello idoneo alla sterilizzazione a vapore, nella zona posta oltre la saldatura. Le confezioni devono avere all’esterno un indicatore chimico di classe 1 (UNI EN ISO 11140-1): tale indicatore consente di evidenziare se la confezione e stata processata o meno (indicatore di processo).

8.CARICO AUTOCLAVE:Per le operazioni di carico dell’autoclave è importante seguire alcune semplici regole: non sovrapporre il materiale impilandolo, non ostruire lo scarico dell’autoclave, non coprire la zona dei filtri e delle valvole dei cestelli, evitare che le buste tocchino le pareti interne della camera di sterilizzatrice. Le buste vanno adagiate l’una alle altre senza pressarle e con la parte porosa rivolta verso l’alto, utilizzando gli appositi vassoi forati per contenerle.

9.STERILIZZAZIONE A VAPORE: La sterilizzazione con vapore saturo rappresenta la metodiche d’elezione per lo strumentario odontoiatrico per efficacia e rintracciabilità. La fase della sterilizzazione ha il compito di inattivare tutti i microorganismi rimasti presenti dopo il lavaggio e la disinfezione.

La sterilità degli strumenti in uno studio dentistico è importantissima e deve essere eseguita su tutti gli strumenti! Tutti i pazienti devono essere sicuri di entrare in un ambiente sicuro per la propria salute!!Ora se sapete le varie procedure, la prossima volta che entrerete nel vostro studio dentistico di fiducia sono sicura che sarete attenti agli strumenti.

Alessandra e Maria si occupano della sterilizzazione nello studio dentistico Preziosa

 

dott.ssa de Pinto Caterina

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La sigillatura dei solchi: prevenzione della carie

La sigillatura dei solchi: prevenzione della carie

La sigillatura dei solchi è una pratica clinica di prevenzione della carie e di solito è una pratica che si effettua sulle superfici masticatorie dei denti in particolare dei molari dove è più difficile la detersione e dove i residui alimentari tendono a depositarsi.
Cos’ è il sigillante? É una resina fluida che forma una barriera fisica tra il dente e i residui di cibo e batteri.
La sigillatura dei solchi è una pratica non invasiva e non è dolorosa (QUINDI NIENTE TRAPANO e niente anestesia!:))che è indicata secondo le linee guida nazionali tra il sesto e il settimo anno d’età, periodo in cui i molari erompono e il dente è più suscettibile alla carie.

Un dente sigillato può cariarsi??ASSOLUTAMENTE SI se non si effettuano delle efficaci manovre di igiene orali il dente può cariarsi comunque, quindi ogni sei mesi vanno fatte controllare dal proprio odontoiatra o igienista di fiducia.
Naturalmente vale sempre l’idea che ogni singolo paziente è unico e inimitabile quindi prima di richiedere una sigillatura dei solchi dovete fare una visita dal vostro odontoiatra di fiducia che saprà consigliarvi.

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Trauma dentale:che cosa è?Come comportarsi?

Trauma dentale:che cosa è?Come comportarsi?

Voglia di mare e di vacanze… ma a volte qualche imprevisto rischia di rovinare il divertimento a tutti…una brutta caduta può essere molto rischiosa anche per i denti dei nostri bambini che giocano e scorrazzano liberi sulle spiagge.

I traumi dentali rappresentano un evento frequente che riguarda bambini ed anche adulti

Possono essere di diverso tipo:

-Frattura coronale semplice (viene interessato solo lo smalto)

-Frattura coronale semplice (interessamento di smalto e dentina)

-Frattura coronale con esposizione della polpa

-Frattura corono-radicolare

-Frattura radicolare: la frattura arriva alla radice ed é difficile recuperare il dente in questi casi complessi

-Avulsione (fuoriuscita del dente dall’alveolo)

-Lussazione (spostamento del dente rispetto alla sua posizione naturale (al suo stato naturale), spostamento verso l’interno viene definito: intrusione, verso l’esterno : estrusione, verso i lati : laterale))

-Traumi dei denti decidui (o da latte)

Cosa fare in caso di trauma, senza danni apparenti, di un elemento dentario?

Recarsi immediatamente dal proprio Dentista, il quale esaminerà la situazione; il dente dovrà essere controllato periodicamente per valutare la sua vitalità.

Un dente traumatizzato senza danni apparenti può riportare nel tempo anche la necrosi della polpa dentale ( morte del nervo del dente): un segnale che può far pensare a questo è il (discolorimento) cambiamento di colore dell’elemento dentario traumatizzato, che tenderà a diventare più grigio nel corso del tempo.

Cosa fare in caso di trauma, con danni ai tessuti duri di un elemento dentario?

Recarsi immediatamente dal proprio dentista; se il trauma ha interessato solo i tessuti duri, senza esposizione della polpa dentale, si provvederà alla ricostruzione della parte mancante con materiali estetici.

Se il trauma ha interessato i tessuti duri con esposizione della polpa si provvederà diversamente:

Se il dente traumatizzato presenta un apice aperto o immaturo (la radice non ha completato lo sviluppo) si ricorrerà ad una procedura che stimola la crescita della rimanente parte della radice (apecificazione)

Se il dente traumatizzato presenta un apice chiuso o maturo si procederà (provvederà )alla devitalizzazione con ricostruzione della parte mancante in materiale estetico.

Se il trauma ha causato una separazione della corona dalla radice si provvederà a collocare la parte coronale fratturata (se conservata) nella giusta posizione e si effettuerà un bloccaggio. In questo caso il dente sarà tenuto sotto controllo.

Cosa fare in caso di avulsione traumatica (espulsione del dente dall’alveolo)?

Il dente non deve essere pulito, deve essere conservato nella saliva (in bocca) o nel latte o in soluzione fisiologica.

Andare con urgenza assoluta dal proprio dentista, il quale provvederà, dopo averlo deterso con soluzione fisiologica, ad introdurlo nuovamente nell’alveolo e a stabilizzarlo con un bloccaggio rigido per 1-3 settimane. Il dente poi richiederà eventuali controlli nel tempo.

 

Recarsi dal proprio dentista che provvederà poi al normale riposizionamento dell’elemento dentario interessato e ad un bloccaggio rigido con i denti vicini per circa 1-3 settimane.

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Denti decidui e manovre di igiene orale!

Denti decidui e manovre di igiene orale!

Dottoressa il mio bambino ha quasi 10 mesi e non sono usciti ancora i denti!!Sono preoccupata!!
Spesso molte neo-mamme ci chiamano preoccupate poiché i loro piccoli non hanno messo su nessun dente! Oggi facciamo un po’ di chiarezza!!!
I denti decidui o comunemente detti  denti da latte hanno diverse funzioni importanti per la vita dei nostri piccoli per esempio la masticazione, la deglutizione, la fonazione.
I denti da latte sono in tutto 20,10 per l’arcata superiore e 10 per l’arcata inferiori e sono composti da:
4 incisivi,2canini,e 4 molarini.
Quando escono i denti decidui?
• 6-10 mesi: due incisivi centrali inferiori
• 9- 11 mesi: incisivi centrali superiori
• 9-13 mesi: incisivi laterali superiori
• 10-16 mesi: incisivi laterali inferiori
• 16- 23 mesi: canini superiori e inferiori
• 13- 18 mesi: primi molari decidui
• 23- 33 mesi: secondi molari decidui

QUESTA PERÒ È UNA REGOLA GENERALE! OGNI BAMBINO È DIVERSO, OGNUNO CON  UNA TEMPISTICA DIVERSA, OGNUNO CON FATTORI DI CRESCITA DIVERSA,LA CRESCITA È DIVERSA TRA FEMMINUCCIE E MASCHIETTI. La dentizione decidua si completa nell’arco di 2/3 anni e si mantiene fino a 6 anni.
Tutti i denti decidui verranno poi sostituiti con i denti permanenti ,ad eccezione dei molarini da latte che verranno sostituiti dai premolari.
Quando bisogna iniziare con le manovre di igiene orale??
In realtà le manovre di igiene orale si possono iniziare sin da subito!!!
Dai 0 ai 3 mesi si possono pulire le mucose del cavo orale dopo ogni poppata o ogni rigurgito. Come? Con una garza imbevuta di acqua tiepida, si avvolge la garza sul dito indice e si passa su tutta la superficie della mucosa, in alcuni casi il neonato potrebbe non sopportare la garza che può essere sostituita con un guanto di morbido cotone facilmente reperibile in commercio nei negozi per neonato o sanitarie.

Dai 3 ai 12 mesi si può utilizzare un baby spazzolino da dito, si tratta di uno spazzolino in silicone morbido con una doppia estremità, lo spazzolino deterge le gengive e i dentini da latte erotti, mentre la parte posteriore  produrrà un massaggio sulla gengiva


Dopo il primo anno possiamo iniziare ad utilizzare degli spazzolini per bambini, cerchiamo di utilizzare spazzolini che siano colorati e accattivanti cosi da far sembrare la manovra di igiene orale un gioco.


Quando portare per la prima volta di bambino dal dentista?
Consiglio è di portare il bambino dal dentista per la prima volta tra i 4/5 anni di età, portare il bambino per far conoscere il team odontoiatrico e per creare una prima relazione, il mio consiglio è di evitare di far in modo che la prima visita del bambino sia associato al mal di denti del bambino e quindi il team odontoiatrico sarà associato al dolore.

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Le otturazioni in amalgama sono davvero pericolose?

Le otturazioni in amalgama sono davvero pericolose?

A volte alcuni pazienti vengono in studio per una visita di controllo perché, un giorno, lavandosi i denti davanti allo specchio, vedono una macchia scura sui loro denti ed allora si precipitano da noi “perché pensano di avere una carie”.

Per fortuna questo non è sempre vero!

A volte sono effettivamente delle carie che devono essere curate il prima possibile per evitare di avere dolori dopo; altre volte sono delle semplici macchie che vanno via con l’igiene periodica (pulizia dei denti); in alcuni casi, infine, possono essere delle vecchie otturazioni di un materiale scuro abbastanza brutto da vedere che si chiama “amalgama dentale”.

L’amalgama dentale è un materiale che si utilizzava per “piombare” i denti (otturarli) prima che inventassero i nuovi materiali bianchi, molto più estetici ( chiamati “compositi”).

Si tratta di una lega di due metalli, uno allo stato solido (Argento) e l’altro allo stato liquido (mercurio), che venivano mescolati insieme in un mortaio (proprio come quando si faceva il pesto tanti anni fa – ora si usa il frullatore).

Nonostante siano scure e quindi brutte da vedere, queste otturazioni hanno una lunga durata e se non si cariano al di sotto possono restare in bocca anche tantissimi anni!

A volte mi chiedono: “dottoressa ma sono brutte da vedere, si possono sostituire con quelle bianche?”

In generale se il dente al di sotto non è cariato non esiste alcuna indicazione a rimuoverle, soprattutto se sono molto profonde e grandi perché il dente potrebbe soffrire con il rischio dopo di doverlo devitalizzare.

Se invece sono infiltrate di carie sotto allora conviene sostituirle o con una otturazione o con un intarsio dentale., a seconda della loro grandezza.

Infine alcuni pazienti più salutisti mi chiedono: ” dottoressa ma è vero che queste vecchie otturazioni fanno male perché sono tossiche?”

A questa risposta devo rispondere di no, perché scientificamente è stato dimostrato che le quantità di mercurio rilasciata negli anni dall’amalgama sono inferiori al mercurio che ingeriamo quando mangiamo il pesce contaminato dei nostri mari… in più l’amalgama viene utilizzata ancora in alcuni paesi anche piuttosto vicini come Malta ( anche per curare i denti dei bambini) o la stessa Italia ( negli ambulatori dentistici delle ASL è un materiale molto diffuso perché più economico del composito che si usa invece di solito nel privato).

Tuttavia, nel caso in cui sia necessario rimuovere la vecchia otturazione in amalgama, bisogna invece proteggere con cura sia il paziente con la diga di gomma che soprattutto gli operatori con mascherina, visiera e doppia aspirazione perché la tossicità è dimostrata essere maggiore nella fase di rimozione quanto in quella di applicazione (ormai rara) dovuta ai vapori che si producono durante queste manovre.

Perciò se avete una macchia scura in bocca sui vostri denti è bene farla controllare dal vostro dentista di fiducia, il quale vi saprà spiegare bene di cosa si tratta!

Per fissare un controllo gratuito presso il nostro studio potete contattarci al numero fisso 0803954322 oppure sul numero di cellulare 3357060636.

Grazie ed al prossimo articolo !

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NON BASTA IL CAMICE PER FARE UN DENTISTA!

NON BASTA IL CAMICE PER FARE UN DENTISTA!

Passeggiando per Napoli, mi sono imbattuta in un manifesto che faceva così: “CREDEVO FOSSE UN VERO DENTISTA, MA NON LO ERA. AVEVO UN TUMORE IN BOCCA NON DIAGNOSTICATO”.

Si tratta della campagna shock dell’ordine dei medici ed odontoiatri di Napoli contro l’abusivismo e le bufale che ormai si vedono dappertutto sul web, e allora mi sono detta che dovremmo fare un po’  di chiarezza!

L’abusivismo medico, in particolar modo l’abusivismo odontoiatrico, è un problema nato nella notte dei tempi: molti pazienti, ammaliati da costi competitivi (o dall’amico odontotecnico che ti fa il favore), si affidano molto spesso a persone che tutto sono tranne che “medici odontoiatri”.

L’abusivo è una persona che pratica la professione di dentista senza avere né i requisiti né i titoli di studio per farlo.

Allora come si può fare a sapere se il medico dentista al quale affidiamo la nostra salute è un dottore a tutti gli effetti e può esercitare la sua professione??

La questione è più semplice di quanto può sembrare: basta cercare il nome del dottore nell’albo dei Medici ed Odontoiatri della provincia nella quale risiede o esercita tramite il sito dell’albo dell’ordine dei medici e odontoiatri facendo una ricerca anagrafica.

Basta scrivere il Nome e Cognome del nostro dentista di fiducia nel riquadro apposito ed avviare la ricerca; facciamo un esempio con la dott.ssa Preziosa Antonia Francesca.

Se il nome non appare inserito vuol dire che la persona alla quale state la vostra salute NON È UN MEDICO e state mettendo a rischio la vostra salute.

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Il nostro sorriso è più giovane di noi

Il nostro sorriso è più giovane di noi

Mercoledì 30 Maggio 2018  si è svolto uno dei tanti eventi in programma quest’anno firmato Studio Preziosa presso il centro anziani “Melissa Bassi” nel quartiere San Pietro di Bisceglie.

Il centro è una struttura accogliente dove un gruppo di giovani, capitanati da Marco Zarrilli, si prendono cura di simpatici e attivi giovincelli di 70/80/90 anni, organizzando attività e convegni su vari argomenti di interesse generale.

Lo staff dello studio è stato accolto  dal centro con tantissimo entusiasmo.

Inizialmente la dottoressa Preziosa (dentista) e successivamente  la dottoressa de Pinto (igienista dentale) hanno spiegato agli ospiti come prendersi cura della propria protesi mobile ed i danni che essa può causare se non viene controllata costantemente ed adeguatamente;  sono stati dati dei consigli per mantenere la protesi pulita ed allungarne la durata.

Il pubblico si è dimostrato molto attento e interessato e non sono mancate le domande.

Alla fine dell’evento è stato consegnato ai simpatici ospiti un kit con all’interno uno spazzolino per protesi,  della pasta adesiva, alcune pastiglie disinfettanti ed i consigli per l’igiene della protesi.

Sicuramente lo studio Preziosa tornerà al centro anziani per affrontare altri argomenti e passare altro tempo in allegra compagnia!

Lo staff ringrazia ancora il centro nella persona di Marco Zarrilli per la disponibilità.

Al prossimo evento!

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